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Titolo Anno Regista Cast
Scheda del film

  

Titolo     1917
(idem - G.B. - U.S.A. - 2019)

Anno     2019
Regia     Sam Mendes
Interpreti     George MacKay, Dean-Charles Chapman, Colin Firth
Soggetto     Sam Mendes
Sceneggiatura     Sam Mendes, Krysty Wilson-Cairns
Fotografia     Roger Deakins
Costumi     David Crossman
Scenografia     Dennis Gassner
Musica     Thomas Newman
Montaggio     Lee Smith
Effetti speciali     Guillaume Rocheron
Durata     2 h
Sito     https://www.youtube.com/watch?v=uxi11hs-GMY
 Il Film
Il 6 aprile 1917 sembra che l'esercito tedesco si stia ritirando da un settore del fronte occidentale. Col proposito di gettare lo scompiglio tra il nemico in ritirata e riuscire cosý ad aprire un varco nelle linee, il colonnello Mackenzie dell'esercito britannico si appresta a lanciare all'attacco il 2║ battaglione del Devonshire Regiment.

 Il Regista
"Sam" Mendes Ŕ un regista, sceneggiatore e produttore cinematografico britannico. Dopo gli esordi a teatro e la direzione artistica della Donmar Warehouse di Londra, Mendes ha fatto il suo debutto alla regia cinematografica con il film "American Beauty" (1999), per cui ha vinto il Premio Oscar come miglior regista.

 I Commenti dei critici
"1917" passerÓ alla storia come il primo film d'autore che sembra un videogioco sparatutto. "Quel videogioco sparatutto" che dal 2017 - cento anni esatti dopo la vicenda narrata nel film - ha conquistato il mondo. Non sai mai chi ci sia dall'altra parte, dove siano i nemici, se quel ponte o quella fattoria saranno la via per la salvezza o per la morte. Senti un rumore in lontananza o vedi una colonna di fumo e l'unica cosa che puoi fare, con il protagonista del film, Ŕ avvicinarti e scoprire di che si tratta. Dal punto di vista tecnico girare un film di guerra in questo modo dimostra una bravura portentosa. Per lo spettatore Ŕ una esperienza immersiva e talvolta claustrofobica: sei fra le le trincee di una guerra infinita e non hai mai il respiro di un controcampo, non sai mai cosa c'Ŕ lÓ fuori. Non Ŕ solo il piano sequenza a farti sentire in un videogioco: c'Ŕ la costruzione della storia, una storia vera, narrata a Sam Mendes dal nonno, montata come se fossimo davanti a una console: l'annuncio della missione impossibile, l'equipaggiamento di armi e strumenti per sopravvivere, le cose da raccogliere lungo il percorso che possono allungarti la vita (il latte appena munto), e la sensazione che la storia proceda a livelli, ogni volta che ne superi uno, la scena cambia.
(Riccardo Luna - La Rrepubblica - 2020)

Un suono monocorde che genera inquietudine e paura, un luogo incolore e sconfinato che trasmette solitudine e pericolo, due ragazzi in divisa, dal viso puro quasi adolescente, che corrono ansimando su questa landa grigia come Ŕ grigio il cielo, un paesaggio che pare un incubo, di voragini e fango, di cadaveri umani e di carcasse animali, di alberi ancora fioriti ma sradicati, di povere case di pietra, di misere chiesine distrutte: pare quasi di sentire l' odore putrido della morte e di oltrepassare i confini della vita. (...) Episodio non vero ma necessario a raccontare di una missione suicida di cui Schofield farebbe volentieri a meno ma non Blake, che tra i militari del secondo battaglione del Reggimento Devonshire ha suo fratello. (...) Sam Mendes (...) ha raccontato come siano stati i ricordi di guerra di suo nonno Alfie, al fronte a 19 anni e decorato per aver salvato soldati dispersi del suo battaglione che ne aveva perduti la metÓ in una zona abbandonata del Belgio, a ispirargli questa storia di fantasia, inserita nella veritÓ di un conflitto che in 4 anni e 4 mesi caus˛ 37 milioni di vittime (italiani 2.197.000) tra i due schieramenti. Lungo la minacciosa terra di nessuno i due ragazzi entrano nelle trincee nemiche abbandonate, ne invidiano le comoditÓ (addirittura i letti col materasso!), inorridiscono per i topi giganti che le abitano, riescono a sfuggire alle trappole esplosive preparate dai tedeschi. Avanzano nel vuoto dove ogni secondo pu˛ essere sofferenza e fine, affidandosi ai ricordi belli o brutti di quella che era la vita a casa, al senso di amicizia e di reciproco sostegno, al coraggio che non hanno ma che si impongono come unica salvezza. Pare una cine tradizione irrinunciabile che tra le truppe sospese nel tempo che precede il massacro, a un certo punto si levi un canto di pace, di nostalgia, d' amore: in 1917, accucciati in un bosco prima dell' attacco, risuona la voce appassionata di uno di loro che canta "Wayfaring stranger" di Johnny Cash; nella scena finale di "Orizzonti di gloria" (Kubrick 1959), una fragile ragazza tedesca in lacrime canta "Der treue Husar" (l' ussaro fedele) davanti una folla di militari francesi che dallo sghignazzo passano alla commozione; in "Torneranno i prati" (di Ermanno Olmi, 2014, uno dei suoi film pi¨ belli, in bianco e nero), nella trincea trentina del 1917, una ragazzo napoletano canta "Fenesta ca lucive" e pure i nemici austriaci, nella trincea non lontana, piangono. (...) Ma che importa la veritÓ episodica se la finzione trasmette una forte emozione, il senso di orrore, del fango, del degrado, della brutalitÓ, del vivere oppressi da ogni disagio e fatica, senza riferimenti, senza sapere che fare e perchÚ, quasi sempre fermi, con ridicole, brevi, inutili avanzate pagate coi morti. In qualche modo il film costringe a conoscere il passato, e a non rifiutare il buio del presente che pare lontanissimo e non lo Ŕ: e che capita non tutte le sere di vedere per un paio di secondi ai telegiornali, con immagini stanche e smemorate. Oggi sono in corso 378 conflitti, guerre vere e proprie, guerre civili, guerre religiose, etniche, per il petrolio: che stanno distruggendo Afghanistan e Siria, Libia e i confini dell'Ucraina e causando 250 milioni di migranti e 70 milioni di rifugiati.
(Natalia Aspesi - gennaio 2020 - La Repubblica)

 Note
Il film Ŕ stato girato da Mendes con il direttore della fotografia Roger Deakins in diversi piani sequenza, e poi montato per apparire come un unico piano sequenza ininterrotto dall'inizio alla fine.

 Premi
Oscar 2020: Migliore fotografia a Roger Deakins - Migliori effetti speciali a Greg Butler, Dominic Tuohy e Guillaume Rocheron - Miglior sonoro a Mark Taylor e Stuart Wilson. Bafta (British Academy Film) 2020: Miglior film britannico - Miglior regia Sam Mendes - Migliori effetti speciali. Goden Globe 2020: Miglior film drammatico - Miglior regia Sam Mendes

  


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