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Titolo Anno Regista Cast
Scheda del film

  

Titolo     VOLEVO NASCONDERMI
(idem - Italia - 2020)

Anno     2020
Regia     Giorgio Diritti
Interpreti     Elio Germano, Oliver Ewy, Leonardo Carrozzo, Pietro Traldi, Orietta Notari
Soggetto     Giorgio Diritti, Fredo Valla
Sceneggiatura     Giorgio Diritti, Tania Pedroni
Fotografia     Matteo Cocco
Costumi     Ursula Patzak
Scenografia     Ludovica Ferrario
Musica     Marco Biscarini, Daniele Furlati
Montaggio     Paolo Cottignola, Giorgio Diritti
Effetti speciali     -
Durata     120 min
Sito     https://www.youtube.com/watch?v=tlUzhVLwh1c
 Il Film
l film è il biopic sulla vita di Antonio Ligabue, grande pittore naif emiliano, figura di rilievo dell'arte contemporanea e internazionale. La storia di Antonio Ligabue rappresenta un'occasione per riflettere sull'importanza della "diversità", intesa come qualità, talento e dote preziosa che appartiene a ogni essere umano.

 Il Regista
Tra i suoi film come regista, sceneggiatore, montatore, ricordiamo: "Milano 2015" (2015), "Un giorno devi andare" (2013), "L'uomo che verrà" (2009), "Il vento fa il suo giro" (2005). Un regista che completa sempre i suoi film occupandosi anche del montaggio.

 I Commenti dei critici
Con quattro film in 15 anni l'emiliano Giorgio Diritti ha definito meglio forse di chiunque in Italia la sua poetica. Calati in microcosmi remoti, percorsi da lingue e dialetti spesso impenetrabili, tutti i suoi lavori esplorano infatti il rapporto fra una comunità e un estraneo, un intruso, talvolta un nemico (i nazisti de "L' uomo che verrà"), destinato a mettere alla prova le forze che uniscono (o lacerano) quella comunità. Con una figura mitica come quella di Antonio Ligabue il rapporto sembra ribaltarsi. (...) Diritti impone il suo metodo e il suo stile. Dalla terribile infanzia in Svizzera all' arrivo in Italia, appena 19enne e già respinto da tutti, o quasi tutti; dalla vita selvatica sugli argini del Po, come un Gollum della Bassa, alla consacrazione artistica; dai ricoveri in manicomio alla furia quasi sciamanica con cui Ligabue si immedesima negli amati animali dipinti, sullo schermo sfilano le stazioni di una vita diversa da tutte che tutte le comprende, malgrado traumi e privazioni. Per questo, con la prova semplicemente sovrumana di Elio Germano, è così importante il piccolo mondo che gli ruota intorno. L' amico scalpellino che lo protegge e quasi lo adotta; l'artista Mazzacurati che lo scopre e lo porta a Roma; il regista Raffaele Andreassi che gli dedica documentari decisivi. Per non parlare delle donne, che Ligabue brama ma non avrà mai, anche quando ormai è ricco e famoso. Tanto da iniziare a vestire lui stesso abiti femminili, per appropriarsi magicamente di ciò che gli è negato. Alla fine, grazie anche a un'ambientazione miracolosa per grazia e esattezza, non sappiamo più se è quel mondo a rivelarsi in Ligabue o viceversa. E questo, in un paese - un cinema - che della distruzione della memoria sembra aver fatto un dovere, è davvero un regalo.
(Fabio Ferzetti - Il Messaggero - aprile 1995)

(...) Difficile rievocare la figura di un uomo disagiato e infelice - aduso a comunicare con gli animali piuttosto che con altri esseri umani - senza cadere nel miserabilismo; difficile suggerire un talento che affonda le radici nella follia senza cadrere nel cliché romantico del connubio genio/pazzia. Diritti evita entrambe le trappole, seguendo con occhio quasi antropologico il personaggio e rispettosamente fermandosi sulla soglia del mistero di un'arte legata a echi interni profondi. Con una metodologia assai diversa da quella del pur ottimo Bucci, Germano incarna Ligabue con la naturalezza di chi, avendolo assorbito in sé, gli ridà vita senza imbrigliarlo; e ricreandolo per quel che era, senza mitigarne le asprezze e gli eccessi, riesce a far emergere la sua straziata corda umana.
(Alessandra Levantesi Kezich - La Stampa - marzo 2020)

 Note
Il film ha raggiunto la vetta del botteghino nel weekend del Covid-19 (6 marzo 2020) incassando 90mila euro, 95 % in meno rispetto all'incasso della stessa settimana del 2019.

 Premi
Festival di Berlino 2020: Orso d'argento per il miglior attore a Elio Germano. Nastri d'Argento 2020: Film dell'anno.

  


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