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Titolo Anno Regista Cast
Scheda del film

  

Titolo     NEL NOME DELLA TERRA
(Au Nom de la Terre - Francia - Belgio - 2019)

Anno     2019
Regia     Edouard Bergeon
Interpreti     Guillaume Canet, Veerle Baetens, Anthony Bajon, Rufus, Samir Guesmi
Soggetto     Edouard Bergeon
Sceneggiatura     Edouard Bergeon, Emmanuel Courcol
Fotografia     Eric Dumont
Costumi     -
Scenografia     -
Musica     Thomas Dappelo
Montaggio     Luc Golfin
Effetti speciali     -
Durata     1h 43 min
Sito     https://www.youtube.com/watch?v=86D-ZVKSfcw
 Il Film
Pierre a 25 anni torna nella natia Francia dal ranch in cui ha lavorato nel Wyoming per sposarsi e rilevare la fattoria paterna di cui continuerà a pagare l’affitto. Lo ritroveremo vent’anni dopo con due figli e un’attività di allevamento di capre ormai avviata ma i problemi non tarderanno ad arrivare imponendo delle scelte che avranno delle conseguenze sulla vita di coloro che gli sono vicini, tra questi il regista del film. Il titolo del film sembra una preghiera in memoria di Pierre Bergeon, padre del regista.

 Il Regista
Opera prima di Edouard Bergeon che nel raccontare la propria storia mette in mostra uno stile quasi da western "americano" con i suoi grandi paesaggi.

 I Commenti dei critici
Partiamo dalla fine, e dalla vita vissuta: in Francia, dice la didascalia finale, ogni due giorni un agricoltore si toglie la vita. Il padre del regista, Christian Bergeon, è stato uno di questi: in una notte di marzo del 1999 ingoiò del pesticida e morì fra le braccia del figlio. Era pieno di debiti, stremato da un lavoro logorante e in perdita, legato alla terra ma snaturato dalla logica del profitto. Edouard Bergeon, giornalista e documentarista, per l'esordio nella finzione trasforma il lutto familiare in un dramma popolare che traccia la parabola del mondo contadino francese fra gli anni 70 e la fine del millennio, col passaggio da una produzione familiare a una su larga scala.
(Roberto Manassero -Film TV - luglio 2020)

Ritratto di solitudine moderna, grido nel silenzio dalla parte dei dimenticati. Un film figlio dell'epica, dei classici. Militante, robusto, con un magnifico Guillaume Canet. L'anima rurale della Francia è sotto assedio. La comunione con la natura, il lavoro nei campi, ormai sullo schermo vengono descritti come una maledizione. Senza andare troppo lontano, lo avevamo visto tre anni fa in Petit Paysan di Hubert Charuel. L'azienda agricola, un'epidemia che infetta gli animali, l'abbandono da parte dello Stato. Allora, come oggi, l'ispirazione arrivava dalla storia dei genitori. Il regista Edouard Bergeon guarda a suo padre per realizzare Nel nome della terra. Un film che parte dal basso, dalla semina, dall'allevamento.
(Gian Luca Pisacane - La rivista del cinematografo - luglio 2020)

"Nel nome della Terra" non è una poesia, ma una promessa: nata da un bisogno, ormai improrogabile, di rivelare al mondo la dolorosa realtà agricola francese tra la fine del secolo scorso e gli anni duemila, omaggiando le vittime schiacciate dalla durezza del processo di globalizzazione del settore e al tempo stesso magnificando la bellezza della vita di campagna, dove la terra è il vero casolare, dove ancora esiste(va) il sogno di una realtà incontaminata basata sulle soddisfazioni che derivano dal duro lavoro e da un rispetto reciproco tra uomo e natura. (...)
(Roberto Loriga - Sentieri Selvaggi - luglio 2020)

 Note
Il film è ispirato alla storia vera del regista, figlio di un agricoltore francese. Il cinema francese, a differenza di altre cinematografie, non ha mai dimenticato di raccontare la provincia e la vita di chi abita in campagna.

  


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