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Titolo Anno Regista Cast
Scheda del film

  

Titolo     LA VITA INVISIBILE DI EURIDICE GUSMAO
(A Vida Invisível - Brasile - Germania - 2019)

Anno     2019
Regia     Karim Aïnouz
Interpreti     Carol Duarte, Júlia Stockler, Gregório Duvivier, Barbara Santos, Flávia Gusmão
Soggetto     romanzo di Martha Batalha
Sceneggiatura     Murilo Hauser, Inés Bortagaray, Karim Aïnouz
Fotografia     Hélène Louvart Montaggio
Costumi     Marina Franco
Scenografia     Rodrigo Martirena
Musica     Benedikt Schiefer
Montaggio     Heike Parplies
Effetti speciali     -
Durata     139 min
Sito     https://www.mymovies.it/cinemanews/2019/162018/
 Il Film
Euridice e Guida sono due ragazze che crescono nella stessa famiglia rigida e conservatrice. Quando Guida fugge una notte per incontrare il suo amante, Euridice acconsente di reggerle il gioco.

 Il Regista
Regista brasiliano autore di: "Madame Satã" (2002) premiato al Festival di Cannes (Un certain regard), "Love for Sale" (2006), "The Silver Cliff" (2011), "Praia do Futuro" (2014), "Zentralflughafen THF" (2018) premiato alla Berlinale.

 I Commenti dei critici
Il melodramma è, insieme all'horror, il genere che nei decenni ha retto meglio al passare del tempo, tra film d'autore e non, permettendo con più faciità di altri un uso politico, un discorso sulla società, sui corpi, sui sessi. La sua epoca d'oro, a Hollywood come in Italai e in America Latina, sono stati gli anni '50. Lo hanno capito in tanti, ispirandosi a quell'epoca da Fassbinder a Todd Hayes a Karim Ainouz, che con questo film ha vinto la sezione "Un certain regard" a Cannes l'anno scorso. (...) Film di donne sofferenti, insomma, e soprattutto sganciate da un momento di evoluzione dei costumi che per loro si trasforma in dramma: già proiettate nel decennio successivo, Euridice e Guida sono arrivate troppo presto. Dieci anni dopo la loro storia sarebbe stata una commedia: invece è appunto un melò (...) Ainouz conosce il melodramma, ma anche le telenovelas, e riesce a rendre il rapporto impossibile tra le sorelle, e una dolorosa solidarietà femminile che attraversa i decenni, con tutti i topoi del caso (lettere, sfioramenti, agnizioni, soprusi). (...)
(Emiliano Morreale - La Repubblica - settembre 2019)

(...) Così le due sorelle crescono, vivono, lottano, sognano nella stessa città senza mai rivedersi, conducendo vite diversissime ma oscuramente complementari, scandite dalle lettere che Guida scrive di continuo (ma invano) alla sorella perduta. E dalla tessitura davvero ammaliante di immagini e suoni con cui Aïnouz, architetto e artista prima che regista, avvolge queste due vite segnate dal segreto. L'acqua di una cascata, un'esecuzione musicale, la prima notte di nozze di Euridice, gli avvertimenti di un'amica, la nuova e più ricca vita di Guida accanto a una nera dei quartieri umili, le umiliazioni e le riscosse di entrambe, la fierezza e la coscienza di sé che non le abbandonano mai: in ogni momento, dal più lirico al più osceno (il sesso è filmato con disincantato realismo), Aïnouz trova il taglio, il ritmo, la grana, i colori, per dominare il tumultuoso susseguirsi di eventi andando dritto al cuore, delle protagoniste e dello spettatore. Il romanzo di Martha Batalha da cui è tratto il film (Feltrinelli) non poteva trovare trascrizione più libera e più emozionante. Da
(Fabio Ferzetti - L'Espresso - settembre 2019)


 Premi
Festival di Cannes 2019: Miglior film nella sezione "Un certain Regard"

  


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