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Titolo Anno Regista Cast
Scheda del film

  

Titolo     LA MIA AFRICA
(Out of Africa - U.S.A. - 1985)

Anno     1985
Regia     Sydney Pollack
Interpreti     Meryl Streep, Robert Redford, Klaus Maria Brandaer
Soggetto     Isak Dinesen
Sceneggiatura     Kurt Luedtke
Fotografia     David Watkin
Costumi     Milena Canonero
Scenografia     Stephen B. Grimes
Musica     John Barry
Montaggio     Fredric Steinkamp,
Effetti speciali     -
Durata     2 h 30 min
Sito     https://www.youtube.com/watch?v=OFHEqm_CytI
 Il Film
"Avevo una fattoria in Africa, ai piedi delle colline Ngong". Sono passati più di trent’anni dall’uscita nelle sale cinematografiche di uno dei film cult del XX secolo, "La mia Africa", tratto dal diario di viaggio della scrittrice Karen Blixen.

 Il Regista
Pollack appartenente alla schiera dei registi della New Hollywood, è stato molto attivo, da un lato, nella promozione di nuovi talenti cinematografici, dall'altro, nella preservazione dei capolavori del passato. E' stato uno dei fondatori del "Sundance Institute" di Robert Redford.

 I Commenti dei critici
Nel suo libro di autobiografia, mal d'Africa è antropologia poetica (appunto, La mia Africa) la scrittrice danese Karen Blixen (alias Isak Dinesen) fu rispettosa, appassionata e malinconica, facendo il ritratto dell'uomo che amava, Denys Finch-Hutton. Lei un gran carattere, indipendente, snob, consapevole; lui ancora di più: "Fece sempre soltanto ciò che desiderava di fare, e disse sempre soltanto ciò che aveva in cuore". D'altra parte, Denys non possedeva altra casa, in Africa, che la mia fattoria: la viveva tra un safari e l'altro, là teneva i suoi libri e il suo grammofono". (...) Ecco, nel fiim, la grande coppia adattata al divismo, nel professionistico e piano modello da Oscar (undici designazioni e un buon numero andranno a segno). Meryl Streep, un poco ingrassata e accaldata, somiglia vagamente alle vecchie fotografie della Blixen; soprattutto sembra aver abbandonato i manierismi della Grande scocciatrice per una certa spaurita dolcezza. C'è una piccola scena in cui si fa lavare i capelli dall'amato e il suo viso promette un'umanità finalmente complice. (...) Nell'edizione italiana del film risulta accentuato il risvolto sentimentale e le prime indicazioni di pubblico mostrano che è apprezzato, anche se la seduzione principale sta nell'esotismo, nel mal d'Africa inteso come componente romanzesca. Abbiamo già osservato che sulle compromissioni da Oscar ha vinto una fetta d'Africa, colline e belve, tramonti e alberi, acque e branchi d'animali in fuga. "Il respiro del panorama era immenso. (Blixen)".
(Stefano Reggiani - La Stampa - 1986)

(...) "Amo il grande cinema classico del mio Paese", ha affermato il regista - sono ripercorse da Pollack nei rivoli della commozione e dell'avventura con molta accortezza e indubbia maestria, sia nell'esulcerare i conflitti dei personaggi sia nel rendere l'atmosfera africana trapunta d'esotica magia (vi concorre naturalmente la splendida fotografia di David Watkin). (...) danno raffinato apporto attori di primo piano in deciso profumo di Oscar. Anch'essi si rifanno, nella loro cesellata bravura, ai vecchi stampi di Hollywood: Meryl Streep, 36 anni, rinnova, diafana e magrissima, le sue eccezionali qualità che racchiudono vaste possibilità espressive, il bel cacciatore americano, è Robert Redford: questo basta poiché ha un "phisique du róle" ottimale; (...) "La mia Africa" segna forse il ritorno di Hollywood a un cinema di intimi drammi e di caldi sentimenti che sta al lato opposto dei Rocky e dei Rambo. Non ce ne duoliamo. (...)
(Franco Colombo - L'eco di Bergamo - marzo 1986)


 Premi
Ben sette Premi Oscar 1986: miglior film, regia, sceneggiatura, scenografia, musica, fotografia, sonoro

  


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