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Titolo Anno Regista Cast
Scheda del film

  

Titolo     JULIET NAKED
(Julet, Naked - G.B. - 2019)

Anno     2019
Regia     Jesse Peretz
Interpreti     Rose Byrne, Ethan Hawke, Chris O'Dowd
Soggetto     dal romanzo di Nick Hornby
Sceneggiatura     Jesse Peretz
Fotografia     Remi Adefarasin
Costumi     -
Scenografia     -
Musica     Nathan Larson
Montaggio     Sabine Hoffman,
Effetti speciali     -
Durata     1 h 45 min
Sito     https://www.youtube.com/watch?v=YBDk5TutH08
 Il Film
La commedia romantica dà un bel segno di vita. Era ora. Merito dei britannici e dell'humour questa volta centrato e senza sbavature retoriche di Nick Hornby, autore del romanzo "Tutta un'altra musica" da cui il film è tratto.

 Il Regista
Jesse W. Peretz è un regista cinematografico e televisivo americano, ex musicista. Divenne inizialmente promettente come chitarrista basso e membro fondatore dei Lemonheads, una band con sede a Cambridge, nel Massachusetts.

 I Commenti dei critici
E' tutta un'altra musica. Proprio come il titolo italiano del libro di Nick Hornby "Juliet, naked" da cui è tratto il film omonimo. E' tutta un'altra musica perché si torna a respirare l'aria di commedia di qualità, (...) c'è Ethan Hawke, stropicciato il giusto nel ruolo dell'ex rocker Tucker Crowe da anni sparito dalle scene (e attenti Hawke canta pure gran parte delle canzoni della colonna sonora): c'è un fan ossessionato dalla sua musica; c'è la sua compagna, interpretata da Rose Byrne, che incapperà contro ogni sua volontà proprio nell'inquieto Tucker Crowe. Incontri che cambiano la vita e che solo certe commedie sanno raccontare con grazia. Come questa, appunto.
(Claudia Ferrero - La Stampa - giugno 2019)

(...) Commedia romantica, un po' malinconica, "Juliet, Naked" è un gioco leggero, con personaggi e macchiette secondarie divertenti. L'inquieta Rose Byrne è perfetta nell'identificazione del pubblico femminile. I più anziani la ricorderanno miglior attrice a Venezia per "La dea del '67": ora è una specie di Julianne Moore in minore.
(Emiliano Morreale - La Repubblica - giugno 2019)

“Juliet, Naked” è tante cose contemporaneamente. (…) Potrebbe essere una riflessione, tutt’altro che banale benché in forma di commedia, sulle scelte della vita: quelle prese, ma soprattutto quelle non prese, che tornano, prima o poi a chiedere il conto. Ancora, e non ultimo, è una riflessione sull’arte e su come possa esserci un’interpretazione diametralmente opposta fra l’artista e il suo fruitore. Ci sono due bellissimi momenti in cui questo tema viene esplicitamente affrontato: in uno Duncan (il fan) rinfaccia all’artista stesso di non essere in grado di capire il vero valore della propria arte (“forse perché ti riesce così facile realizzarla” dice), soltanto il fruitore può comprendere il vero valore dell’arte, e nessuno può mettere in discussione quello che ha (personalmente) per ognuno di noi. (…) “Juliet, Naked” è tante cose, ed è anche un piccolo miracolo, perché riesce a riunire in una pellicola la scrittura di Nick Hornby (…)
(Roberto Rosa – Sentieri selvaggi - giugno 2019)

  


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