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Titolo Anno Regista Cast
Scheda del film

  

Titolo     OPERA SENZA AUTORE
(WERK OHNE AUTOR - Germania - Italia - 2018)

Anno     2018
Regia     Florian Henckel von Donnersmarck
Interpreti     Tom Schilling, Sebastian Koch , Paula Beer
Soggetto     Florian Henckel von Donnersmarck
Sceneggiatura     Florian Henckel von Donnersmarck
Fotografia     Caleb Deschane
Costumi     -
Scenografia     -
Musica     Max Richter
Montaggio     Patricia Rommel
Effetti speciali     -
Durata     3 h 8 min
Sito     https://www.youtube.com/watch?v=LGpwWfDN4sA
 Il Film
Dopo aver affrontato le ombre della Repubblica democratica tedesca (Le vite degli altri -Oscar per il miglior film straniero nel 2007), l'autore racconta tre epoche di storia tedesca attraverso la vita tormentata di un artista dal nazismo agli anni '60. Ancora una volta si tratta di un film politico, di quelli che rivisitano la storia della propria nazione senza tabù.

 Il Regista
Parla cinque lingue: inglese, tedesco, francese, russo e italiano. Ha scritto e diretto "Le vite degli altri", Oscar al miglior film straniero 2007, David di Donatello per il miglior film dell'Unione europea 2007. Il suo film successivo, "The Tourist", è un thriller romantico con Angelina Jolie e Johnny Depp.

 I Commenti dei critici
(...) "Opera senza autore" è un film avvincente e ben orchestrato, che vanta un cast di ottimi attori e scorre agile per ben tre ore, senza un momento di stanchezza. Difficile riassumerne il senso e la ricchezza tematica. Basato su fatti e personaggi veri - la storia è quella del pittore di Dresda Gerard Richter - è innanzitutto un'opera coraggiosa, che aggiunge nuove pagine nere ad un passato con cui i tedeschi non si stancano di fare i conti. (...)
(Eliana Lo Castro Napoli - Il Giornale di Sicilia - ottobre 2018)

(...) liberamente ispirata alla biografia del settantaseienne pittore tedesco Gerhard Richter, infatti, la cavalcata attraverso i periodi cruciali della storia patria nel secolo breve riesce a utilizzare l'evoluzione psicologica dei personaggi per fare emergere con onestà sentimentale e perspicacia concettuale alcuni dilemmi, risaputi ma certo non risolti, sul significato universale dell'arte e sui livelli di resistenza, camuffamento o collaborazionismo che per non soccombere il talento può concedersi. (...) Si capisce subito come la magmatica materia rischia a ogni svolta della trama di tracimare dal dramma al melodramma, ma nello stesso tempo che il regista non cerca di scimmiottare la serie 'Heimat' del venerato Reisz: al contrario del connazionale, autore comunicato e corretto, Donnersmarck bada al sodo, punta forte sulle recitazioni d'alto e costante livello, non disdegna passaggi didascalici nonché picchi spregiudicati, struggenti, toccanti e in ultima analisi non si fa imbrigliare da qualsivoglia principio politicamente cerchiobottista nel comporre il suo j'accuse contro i totalitarismi. (...)
(Valerio Caprara - Il Mattino - ottobre 2018)

  


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