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Titolo Anno Regista Cast
Scheda del film

  

Titolo     BLACKkKCLANSMAN
(idem  - U.S.A. - 2018)

Anno     2018
Regia     Spike Lee
Interpreti     John David Washington, Adam Driver
Soggetto     Charlie Wachtel
Sceneggiatura     Charlie Wachtel
Fotografia     Chayse Irvin
Costumi     Marci Rodgers
Scenografia     Curt Beach
Musica     Terence Blanchard
Montaggio     Barry Alexander Brown
Effetti speciali     -
Durata     2h 12min
Sito     https://www.youtube.com/watch?v=Cp9IjT-1k4k
 Il Film
Ron è il primo afroamericano ad entrare, negli anni '70, nel dipartimento di polizia di Colorado Spring e riesce ad infiltrarsi nel Ku Klux Klan ma dato il colore della sua pelle si deve far sostituire da un collega bianco.

 Il Regista
Spike Lee uno dei più celebri registi di colore, i suoi film trattano temi politici e sociali, come il razzismo, le relazioni tra le razze, la violenza sotto ogni forma e la droga. Ha diretto film come "Jungle Fever" (1991), "Malcolm X" (1992), "He Got Game" (1998), "25th Hour" (2002), "Inside Man" (2006), "Chi-Raq" (2015).

 I Commenti dei critici
(...) Per umorismo, freschezza, energia, il film è godibilissimo: sono indovinati la ricostruzione d'epoca, le musiche, la fotografia, l'ottimo cast in cui spiccano il Ron di John D. Washington (figlio di Denzel) e il Flip di Adam Driver. Ovviamente David Duke - facciata suadente del KKK che allora scambiò incautamente un 'negro' (e il suo alter ego 'giudeo') per un ariano - non ha gradito di esser dipinto in chiave caricaturale. Ma in realtà il film è qualcosa di più di una satira (del resto quanto mai necessaria) dell'America razzista. Regala autentica emozione l'immagine di un ispirato Harry Belafonte, 91 anni, seduto fra gli studenti a rievocare un vergognoso episodio di linciaggio del 1956 (...) Con un bel colpo d'ala, il finale ci traghetta nella Charlottesville dell'agosto 2017, marchiata dalla violenza neonazista, sul suggello di un Trump che si finge equo distribuendo torti e ragioni su entrambi i fronti dei suprematisti e dei democratici. Ma, applicabile pure da noi, il messaggio di Spike suona chiaro : la parte giusta è solo una ed è la seconda.
(Alessandra Levantesi Kezich - La Stampa - settembre 2018)

La storia raccontata in questo film, vincitore del Gran premio della giuria al Festival di Cannes, è di quelle che si dicono perfette per il cinema, e il suo regista ideale era certamente Spike Lee. Ron Stallworth, poliziotto afroamericano di Colorado Springs, nei primi anni 70 si infiltrò nel Ku Klux Klan locale tenendo i contatti al telefono, e mandando di persona un collega collegato con un radiomicrofono. Il film ha una vocazione esplicitamente politica, vuol comunicare col grande pubblico attraverso i meccanismi spettacolari: da un lato, quindi, toni da commedia action (retti benissimo dalla coppia di attori John David Washington e Adam Driver, nel ruolo dei due poliziotti infiltrati); dall'altro improvvise aperture didattiche (...) Con dei toni così carichi e dei cattivi lombrosiani, un rischio è di mostrare gli adepti del Klan come un branco di idioti, dunque in fondo poco pericolosi anche se ben inseriti in un sistema e in un'ideologia. Per sventare questo pericolo, Lee nel finale esplicita la portata attuale del suo film e mostra le dimostrazioni di Charlottesville, durante un raduno di suprematisti bianchi, neonazisti eccetera, e le scandalose affermazioni del presidente Trump in quell'occasione. (...)
(Emiliano Morreale - La Repubblica - settembre 2018)


 Premi
Gran Prix al Festival di Cannes 2018

  


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