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Titolo Anno Regista Cast
Scheda del film

  

Titolo     LA RUOTA DELLE MERAVIGLIE
(Wonder Wheel - U.S.A. - 2017)

Anno     2017
Regia     Woody Allen
Interpreti     Jim Belushi, Kate Winslet, Juno Temple
Soggetto     Woody Allen
Sceneggiatura     Woody Allen
Fotografia     Vittorio Storaro
Costumi     Suzy Benzinger
Scenografia     Santo Loquasto
Musica     artisti vari
Montaggio     Alisa Lepselter
Effetti speciali     -
Durata     1 h 41 min
Sito     https://www.youtube.com/watch?v=VyVmmbmT98Q
 Il Film
1950, le vite di quattro personaggi si intrecciano ai piedi della celebre ruota panoramica di Coney Island costruita negli anni venti. Il pittoresco lungomare fa da sfondo a un racconto fatto di fragili speranze e nuovi sogni.

 Il Regista
Questo è il 49° film di Woody Allen, impossibile quindi citarli tutti. Ma tra quelli che abbiamo più amato e che sono per noi indimenticabili: “Prendi i soldi e scappa” (1969), "Il dittatore dello stato libero di Bananas" (1971), “Io e Annie” (1977), "“Manhattan” (1979), “Zelig” (1983), “Radio Days” (1987), “Crimini e misfatti” (1989), “Ombre e nebbia” (1991), “Pallottole su Broadway” (1994), “Match Point” (2005), ”Scoop” (2006), “Vicky Cristina Barcelona” (2008) e per finire in bellezza “Midnight in Paris” (2011) ... perché a Parigi allo scoccare della mezzanotte si può salire sulle ali della fantasia. Ma, come ci ha suggerito un amico, i film di Woody Allen andrebbero citati tutti. Il suo 50° film (“A Rainy Day in New York") sembra che non verrà fatto uscire nelle sale cinematografiche perché il produttore non vuole esporsi a polemiche, visto il clima mondiale di moralismo spicciolo, preferendo piuttosto perdere i 25 milioni di dollari già investiti nel film.

 I Commenti dei critici
A 83 anni, va detto, Woody Allen ha la lucidità di un direttore/scrittore di 40 pieno di esperienza e consistenza artistica. Anni '50, in un loft instabile, bordo luna park onirico, nel perenne tramonto caldo di Long Island (...) matura fusione 'filmica' di Kazan e Strindberg, Visconti e Cecov nell'espressionismo della luce emotiva di Storaro. Gioco formale, ma che gioco. Si perdona l'inizio meccanico presi dal crescendo di una Winslet inarrivabile, sfidante di Swanson, Crawford, Leigh, da Oscar.
(Silvio Danese - Nazione-Carlino-Giorno - dicembre 2017 )

(...) Chi conosce i film di Woody Allen ritroverà alcuni dei suoi temi centrali: il girotondo casuale della vita dove non esiste più una morale certa, il fascino del cinema capace - forse - di restituire un po' di vitalità, la fragilità (e l'inganno) dei sentimenti. Ma è soprattutto la compattezza e l'efficacia del racconto a lasciare il segno, tutto concentrato in pochi ambienti (teatrali?) dove però i personaggi si muovono con un sorprendente dinamismo, pedinati da una macchina da presa altrettanto mobile, mentre l'illuminazione di Storaro si incarica di 'confondere' romanticismo e sciatteria, la luce che filtra attraverso la pioggia e rende così bello il volto di Carolina (...)
(Paolo Mereghetti - Il Corriere della Sera - dicembre 2017)

È il lunapark dell'anima. Con un occhio a Tennessee Wiliams e uno agli Amleto- Edipo di Ernest Jones. O magari il 'Paese delle Fate da quattro soldi' che Kate Winslet, mai così prodigiosamente equivoca e rovente, chiama il leggendario parco dei divertimenti di Coney Island nei 'Fifties' d'America. (...) Delizia di testi e musiche, colori smaltati nella fotografia di Vittorio Storaro che scorre sul film come una rutilante macchina dei sogni. Il cinema, appunto. Woody is back.
(Claudio Trionfera - Il Messaggero - dicembre 2017)

(...) Di norma Belushi è un bravo attore, ma nelle mani di Woody Allen, come è accaduto spesso ad attori suoi colleghi, diventa superlativo, come se fosse nato per la parte che interpreta. Toccato dalla grazia del genio di Allen, risalta come mai prima, svelando, forse, molto di se stesso.
(Fulvia Caprara - La Stampa - dicembre 2017)

 Note
Kate Winslet nel 1985 avrebbe dovuto interpretare "Match Point".

 Premi
-Nastro d’Argento 2018 – Nastro Cinema Internazionale - Miglior fotografia: Vittorio Storaro

  


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