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Titolo Anno Regista Cast
Scheda del film

  

Titolo     NOVECENTO Atto 2°
(idem  - Italia, Francia, Germania Ovest - 1976)

Anno     1976
Regia     Bernardo Bertolucci
Interpreti     Robert De Niro, Gérard Depardieu, Burt Lancaster, Donald Sutherland, Dominique Sanda, Laura Betti, Romolo Valli
Soggetto     Franco Arcalli, Giuseppe Bertolucci, Bernardo Bert
Sceneggiatura     Franco Arcalli, Giuseppe Bertolucci, Bernardo Bert
Fotografia     Vittorio Storaro
Costumi     Gitt Magrini
Scenografia     Maria Paola Maino, Gianni Quaranta, Ezio Frigerio
Musica     Ennio Morricone
Montaggio     Franco Arcalli
Effetti speciali     Bruno Battistelli, Luciano Byrd
Durata     2 h 30 min
Sito     https://www.youtube.com/watch?v=P3liVqQei9o
 Il Film
L’amicizia tra due uomini, Alfredo, proprietario terriero e Olmo, di famiglia contadina, fa da filo conduttore al grande affresco che dal 1901 narra la storia d’Italia fino alla fine del fascismo. L'ultima parte del film si riallaccia alle scene iniziali, quando, durante il sospirato giorno della Liberazione, il guardiano Attila viene giustiziato nel cimitero, di fronte alle tombe delle sue vittime, e Alfredo viene preso in ostaggio da un ragazzino armato di un fucile ricevuto dai partigiani. Olmo, creduto morto, ricompare ed inscena un processo sommario al padrone Alfredo Berlinghieri.

 Il Regista
Tra i registi italiani più rappresentativi e conosciuti a livello internazionale, ha diretto film di successo come “Il conformista” (1970), “Ultimo tango a Parigi” (1972), “Novecento” (1976), “Il tè nel deserto” (1990). “L'ultimo imperatore” (1987) gli valse l'Oscar al miglior regista e alla migliore sceneggiatura non originale. Da notare che al momento rimane l'unico Italiano ad aver vinto un Oscar per la regia, considerando che Frank Capra, anche egli vincitore all'Oscar al miglior regista, era italiano ma naturalizzato poi statunitense.

 I Commenti dei critici
ATTO SECONDO L'ultima parte del film si riallaccia alle scene iniziali, quando, durante il sospirato giorno della Liberazione, il guardiano Attila viene giustiziato nel cimitero, di fronte alle tombe delle sue vittime, e Alfredo viene preso in ostaggio da un ragazzino armato di un fucile ricevuto dai partigiani. Olmo, creduto morto, ricompare ed inscena un processo sommario al padrone Alfredo Berlinghieri. Il legame di amicizia prevale e Olmo "condanna" Alfredo ad una morte virtuale (in realtà sottraendolo al linciaggio), inizialmente poco compresa dagli altri paesani, ma alla fine coralmente accettata con una sfrenata e liberatoria corsa nei campi, sotto l'enorme bandiera rossa cresciuta e tenuta nascosta durante il ventennio. Sopraggiungono, con autocarri, i rappresentanti del Comitato di Liberazione Nazionale, incaricati del disarmo dei partigiani. Proprio Olmo accetta per primo di deporre il fucile, dopo aver sparato in aria per simboleggiare l'esecuzione della parte vile e malvagia del suo amico più caro. Alfredo ed Olmo iniziano così a scherzare di nuovo, accapigliandosi come da bambini. Il film si chiude con i due amici che, ormai anziani, continuano ad alternare atti di amicizia e litigi nei luoghi dell'infanzia, con Olmo che, come faceva da bambino, "sente" la voce del padre (mai conosciuto) in un palo del telegrafo, e Alfredo che si uccide (come suo nonno, nel solco della tradizione dei Berlinghieri) imitando il gioco goliardico che, da piccolo, lo spericolato Olmo compiva sui binari del treno in arrivo. Olmo e Alfredo vengono impersonati in età adulta rispettivamente da Gérard Depardieu e da Robert De Niro. Altri volti di questa pellicola sono Burt Lancaster, che interpreta il ruolo del nonno di Alfredo, e Donald Sutherland, nel ruolo del violento, cinico e spietato guardiano Attila, che ucciderà diverse persone che gli si frappongono, chiamato con la sua ferocia asservita al potere a rappresentare l'arrivo devastante del fascismo in un paese dove la ricca borghesia iniziava a temere le varie organizzazioni socialiste a difesa dei lavoratori.
(Nota di Redazione - ilClub35mm - 2018)

 Note
Il restauro di "Novecento" a cura della cineteca di Bologna ("Cinema Ritrovato") si è avvalso della collaborazione di Vittorio Storaro per restituire alla qualità dei colori e all'integrità del film la pienezza originale. In tal modo il pubblico dei giorni nostri potrà riscoprire il capolavoro degli anni '70 nella sua interezza, proiettato in due giorni diversi data la lunghezza dell'opera. Alla prima della versione restaurata di “Novecento” , nell’aprile di questa’anno, Gérard Depardieu ha definito Bertolucci il “Victor Hugo dell’Emilia”. Il restauro è durato un anno ed è costato 300.000 €. Ora “Novecento” è salvo e Bertolucci rivedendolo ha dichiarato: “La mia idea originale del contrasto tra l’attore di Hollywood e i contadini della bassa ha ora riacquistato la sua vera pienezza”.

 Premi
"Novecento" fu presentato fuori concorso al Festival di Cannes del 1976. anno nel quale la Palma d'Oro venne assegnata a "Taxi Driver" di Martin Scorsese.

  


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